Stilisti Italiani
   
     
Stilisti ItalianiArmani
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Armani

Nato a Piacenza nel 1934, Giorgio Armani è attratto fin da giovane dall’interesse per il corpo umano tanto da intraprendere, sia pure per breve tempo, gli studi in Medicina. In realtà, cambiò immediatamente idea per dedicarsi a ciò che lo avrebbe reso famoso in tutto il mondo, ossia il disegno di abiti. Inizialmente lavorò come vetrinista e impiegato nel settore vendite abiti maschili presso la catena di grandi mazzini “La Rinascente”; qui fu notato da Nino Cerruti che lo scelse come suo collaboratore affidandogli il compito di ridisegnare il marchio Hitman. Il giovane Armani comincia da qui la sua irresistibile ed ininterrotta ascesa nel panorama della moda italiana ed internazionale.
La sua prima collezione risale al 1975, dopo aver fondato una piccola società con l’amico fraterno Sergio Galeotti; si intravede già il tocco unico del maestro, che ha fatto della semplicità espressiva  e della coerenza creativa il leit motive di tutte le sue collezioni di ogni tempo, imponendo la sua raffinatezza senza fronzoli nell’inimitabile “Armani Style”. Il suo stile sobrio e al contempo elegante si esprime innanzitutto nei tailleur, disegnati per donne dinamiche e in continuo movimento, giacche e pantaloni dal taglio maschile contribuiscono a descrivere una donna dai lineamenti androgini che paradossalmente ne esaltano la femminilità più viva.
Nelle sue collezioni Armani è ispirato da splendide donne del cinema bianco e nero d’anteguerra, in primo luogo la divina Greta Garbo, le cui atmosfere è possibile ritrovare nelle prime campagne pubblicitarie del marchio. Il suo legame col cinema tuttavia non è soltanto introspettivo; al contrario è il cinema a dargli la notorietà internazionale, con American Gigolò, laddove veste inconfondibilmente Richard Gere: si aprono le porte del ricco e acerbo mercato statunitense, con una eco sospinta dalle sperticate lodi del noto settimanale “Time”, che gli dedica la prima di copertina e lo proietta nell’Olimpo della moda.  
I colori dello stilista sono il nero, il grigio, il beige, i pastello; se per altri colleghi la forza espressiva è costituita dalla vivacità delle tinte, per Armani, moda significa soprattutto rifuggire gli eccessi e l’eccentricità, conferendo leggerezza e tenuità ad abiti destrutturati, da indossare in ogni occasione, in ufficio come nelle cene di gala.
l’influsso medio orientale e asiatico è da sempre presente, riscontrabile non solo nelle tinte ma anche nel taglio dei vestiti, si pensi alla camicia alla coreana o ai cappotti avvolgenti che guardano a levante. Pellicole come Il te nel deserto di Bernardo Bertolucci o come Nirvana di Gabriele Salvatores ne sono la riprova.
Il sofisticato ed essenziale minimalismo di Armani è sposato da molti volti noti dello star-system internazionale.
Nel 2000 il Guggenheim Museum di New York gli dedica una retrospettiva.
Molti i premi e i riconoscimenti tributatigli nel corso della sua luminosa carriera; tra i più importanti:
GRAND'UFFICIALE DELL'ORDINE AL MERITO DELLA REPUBBLICA nel 1986 conferito dallo Stato Italiano.
GRAN CAVALIERE DELLA REPUBBLICA nel 1987 conferito dallo Stato Italiano.
LIFETIME ACHIEVEMENT AWARD per per l’abbigliamento maschile assegnato dal CFDA nel 1987. 
STILISTA DELL'ANNO, per  i lettori di Marie Claire UK, nella categoria Best Modern Classics nel 1995.
Premio MAN OF THE YEAR assegnato dai lettori di G.Q (U.S.A.) nel 1996.
STILISTA DELLANNO secondo i lettori di Marie Claire USA nella categoria Best Modern Classics nel 1997.
PREMIO RISULTATI nel 1998, indetto dal quotidiano IL SOLE 24 ORE, riconoscimento assegnato alle imprese italiane che creano valore e rappresentano esempi di formule imprenditoriali di successo
Premio Leonardo nel 2006, importante riconoscimento che viene assegnato, ogni anno, ad una personalitá italiana o straniera che abbia contribuito al prestigio dell'immagine dell'Italia nel mondo.