Versace
Estroso stilista e diffusore della moda italiana nel mondo, Gianni Versace, nasce a Reggio di Calabria il 2 dicembre 1946. Fin da giovine età mostra una spiccata propensione per le stoffe e tutto ciò che è fashion, rifuggendo invece i percorsi scolastici tradizionali, tanto che non completò gli studi per diventare geometra.
La madre fu per lui un esempio imprescindibile e lo introdusse nel mondo dei vestiti, del disegno, della creatività.
Inizialmente collabora alla realizzazione di abiti per i marchi Complice, Calllaghan e Genny. E’ senz’altro uno dei fondatori della moda pret-a-porter insieme ad Armani e Valentino. La prima collezione recante il marchio Versace risale alla primavera del 1978; fu presentata presso il Palazzo della Permanente a Milano, riscuotendo un notevole successo.
Da quel momento in poi l’escalation dello stilista diventa irrefrenabile. La forza del marchio è sostenuta anche dalle sue tante frequentazioni e commistioni col mondo dell’arte e del teatro che costituiscono un’importante cassa di risonanza per al sua attività di creatore d’abiti: tra il 1979 e il 1984 collabora infatti col famoso fotografo Richard Avedon, crea i costumi per l “Josephlegende" di Richard Strass e per il “Lieb und Leid" di Gustav Mahler), per il "Don Pasquale" di Donizetti e per il "Dyonisos", Maurice Bejart. "; il suo apporto nella creazione di abiti di scena in Europa e nel mondo sarà assai significativo anche negli anni a venire
La produzione di Versace si caratterizza per l’utilizzo di materiali eterogenei, che lo stilista giustappone con naturalezza e sapienza creativa, quali le pelli, il cuoio, la gomma, la seta e soprattutto i metalli. Dal punto di vista tematico si può affermare che lo stile Versace ha una forte connotazione sessuale, nel senso che le sue creazioni sono volte all’esaltazione della sessualità umana, che vai ostentata e mai sopita. Le sue creazioni sottolineano la carnalità delle donne. E di tale valenza della sua moda Versace era pienamente consapevole. A tal proposito suscitò scalpore la dichiarazione di Armani secondo il quale, Gianni versace durante una sfilata avrebbe detto con tono ilare all’avversario: “tu vesti le donne di classe, io invece le zoccole”, la dichiarazione suscito l’irritazione della sorella dello stilista, Donatella e Armani dovette porgere le scuse per la sua esternazione.
Importante per la diffusione del marchio in tutto il mondo è l’opera del fratello Santo, che laureatosi in Economia e Commercio si occupa del business Versace assieme alla sorella Donatella, ispiratrice del marchio “medusa” che costituisce probabilmente l’elemento sintetico tra la creatività di Gianni e il senso affaristico di Santo. I contrasti con i fratelli ricorrono frequentemente per tutta la carriera dello stilista: Santo e Donatella cercano di frenare, non sempre con successo, gli ingenti investimenti di Gianni in Immobili e costosissimi oggetti d’Arte (in particolare lo stilista mostra una smodata passione per Picasso),
Gianni Versace assieme ad Armani e Valentino ha contribuito a lanciare il fenomeno delle cosiddette Top Model; hanno sfilato per lo stilista infatti, famose modelle come Naomi Campbell, Claudia Schiffer, Linda Evangelista Yasmeen Ghauri, Christy Turlington, Stephanie Seymour, Cindy Crawford, Kate Moss ed Helena Christensen.
Molti i riconoscimenti tributati allo stilista, basti ricordare tra i più importanti il titolo di "Commendatore della Repubblica Italiana” conferitogli dal Presidente della repubblica Italiana Francesco Cossiga nel 1986 o l'onorificenza "Grande Medaille de Vermeil de la Ville de Paris", asegnatagli dal capo di Stato francese Jacques Chirac nell’anno seguente; nel 1993 il Consiglio degli stilisti d'America gli assegna l'Oscar americano per la moda.
Il 15 luglio 1997, Gianni Versace viene trovato assassinato all’interno della sua abitazione di Miami Beach; dell’omicidio viene subito accusato Andrew Cunanan, un gigolò ritenuto autore di numerosi altri omicidi a scapito di suoi clienti; lo stesso, qualche giorno dopo, verrà ritrovato morto, in circostanze misteriose, in un apparente sucidio. La circostanza che Versace avesse molti nemici rende incerta la ricostruzione ufficiale del suo assassinio.
Il marchio Versace è oggi gestito da Santo e Donatella che hanno saputo capitalizzare con profitto l’eredità artistica del compianto Gianni.
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